sabato 29 gennaio 2011

Al via la stagione di Parma con Dimitra in grande forma

Prende il via la stagione del Teatro Regio di Parma con “La forza del destino”, una nuova tappa verso il bicentenario della nascita del Cigno di Busseto.
Regina della serata Dimitra Theodossiou che, a sentirla, davvero non si direbbe essere esordiente nel ruolo di Leonora di Vargas. Ottima la sua prova vocale, accompagnata da una profonda interpretazione del personaggio: combattuta tra l’amore per il padre e la sua terra, e quello per Alvaro in “Me pellegrina ed orfana”, partecipe e commovente nel secondo e nel quarto atto, in particolare bellissimo il suo “Pace, pace mio Dio” per il quale il teatro ha chiesto a gran voce un bis, purtroppo non concesso.

Machado è migliorato dal terzo atto in poi. Probabilmente non è il suo ruolo ideale, ma è riuscito a condurre dignitosamente la serata.
Vladimir Stoyanov è maggiormente credibile in terzo e quarto atto, che in “Son Pereda”, ma nel complesso è riuscito a far emerge al meglio il suo personaggio.
Mariana Pentcheva affronta un ruolo non tanto adatto alla sua vocalità. Il ruolo di Preziosilla è comunque appiattito dalla regia che non lo valorizza. Avendo ascoltato anche la generale, possiamo dire che forse questa sera c’è stata un po’ d’emozione.
Coppia ben riuscita quella del Padre Guardiano e di Fra’ Melitone, rispettivamente Roberto Scandiuzzi e Carlo Lepore. Solenne il primo (anche se con qualche incertezza vocale) quanto buffo il secondo.
Ottimo come sempre il Coro, che da’ prova di grande professionalità e amore per il teatro.
Direzione del Maestro Gelmetti, che è tornato alla partitura verdiana con tempi a tratti sostenuti. In alcuni momenti troppo alta l’orchestra che copre i solisti.
Nota dolente la scena curata da Stefano Poda, troppo distante dalle reali ambientazioni della storia e a tratti incomprensibile. Probabilmente una lettura più attenta dei dettagli e delle ambientazioni avrebbe giovato alla nostra vista.
Tutto sommato, però, possiamo dire che è stata una serata piacevole, dopo le prime recite del recente Festival che hanno offerto numerosi spunti di riflessione e critica e sulle quali molto abbiamo detto e scritto.

Augnese e Maria Perpetua in compagnia di Don Marondio

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