Grande riapertura del Carlo Felice di Genova con una Traviata da ricordare!
E’ stata davvero una bella serata il 9 Dicembre al Carlo Felice, che ha avuto come protagonisti assoluti Francesco Meli e Luca Salsi: entrambi hanno dato una lettura intensa ed efficace dei loro ruoli (rispettivamente: Alfredo e Giorgio Germont) con una voce priva di difetti, limpida e ben poggiata.
Il primo atto è stato, in realtà, deludente: il direttore d’orchestra, Fabrizio Maria Carminati, ha completamente coperto i cantanti senza, peraltro, offrire grandi emozioni musicali; Norah Amsellem è stata una Violetta senza spessore, con una voce a tratti “metallica”, che in alcuni momenti aveva anche dei brutti difetti di pronuncia; “fuori dal coro” Francesco Meli, peccato però che l’orchestra lo ha fatto emergere poco.
Il secondo atto è stato decisamente più convincente: bravissimo sin da subito Francesco Meli, che ha eseguito “Lunge da lei” e “Oh mio rimorso, oh infamia” con voce piena e sicura; grande prova di Luca Salsi, un Giorgio Germont davvero credibile, sia nella voce che nell’interpretazione, molto bravo nel duetto con il soprano che, proprio nel secondo atto, è riuscita a delineare una Violetta molto più intensa e vocalmente priva di grandi difetti. Ben calibrata l’orchestra, che ha accompagnato i cantanti sottolineando le diverse sfumature musicali che caratterizzano tutto il primo quadro. Bella la scena della festa in casa di Flora con Zingarelle e Matadori coinvolgenti e un bellissimo concertato finale.
Nel terzo atto, poi, una Violetta “nella norma”, portata pero’ spesso fuori tempo da un’Annina, Raffaella Zanardi, non in grado di reggere un ruolo, non certo importante, ma che se è eseguito male si fa notare! Ancora una volta bravissimi Francesco Meli e Luca Salsi, tra l’altro davvero in sintonia.
Deludenti un po’ tutti i comprimari, tranne Matias Tosi che vestiva i panni del Dottor Grenvil. Piacevole, invece, la scena: pochissimi gli arredi sul palcoscenico per lasciare spazio a bellissime scene dipinte a mano, riflesse in una enorme parete fatta di specchi, che nel terzo atto, sulle note di “Prendi, quest’è l’immagine” ha reso protagonista il pubblico della platea.
Sicuramente una serata da ricordare, dal punto di vista musicale ed anche perché rappresenta un momento importante per il Teatro Carlo Felice………. ho pero’ sentito molto la mancanza dell’Aber!
A cura di
Augnese e Maria perpetua

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