Gobeth
Atto primo
Scena prima
Il giovane Gobeth con l'amico Gjinquo entra nel parco della sua antica villa. Il suo aspetto nobile e i suoi abiti eleganti contrastano con l'aria triste ed abbattuta. Egli si lamenta coll'amico della sua sfortuna: nonostante appartenga a una nobilissima stirpe, imparentata con le Case regnanti europee, è caduto in miseria ed è stato costretto a sposare una donna più vecchia di lui, ricca e spregiudicata, dal carattere dispotico, maniaca degli spettacoli operistici e teatrali, ai quali Gobeth suo malgrado è costretto ad accompagnarla. Egli è convinto di poter aspirare grazie al suo fascino e alla sua bellezza, alla fama e al successo. L'amico saggiamente lo invita a considerare i vantaggi di questa unione: la vita comoda, i begli abiti, le auto, tutto gli viene da Lady Gobeth ("Tutte le vanità")
Gobeth non pare convinto.
Scena seconda
Ma ecco che a trarlo dalle sue malinconiche riflessioni giungono tre carampane dall'aspetto inquietante che gli si fanno intorno insinuanti e gli predicono che presto salirà agli onori delle cronache, e che lo attendono fama, fortuna e infine un trono.
Gobeth entusiasta si avvia verso la villa.
Atto secondo
Nel lussuoso boudoir, mentre riordina i numerosissimi programmi di sala e le foto autografate dagli artisti, lady Gobeth si lascia andare a rabbiose riflessioni sulla condotta del giovane sposo. Disordinato, spendaccione, preoccupato solo del suo look, il nobile che ha impalmato per averne promozione sociale si è rivelato una completa delusione: la Lady sfoga la sua frustrazione in un veemente monologo ("Viene e s'affretta a spendere")
Scena seconda
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| Lady Gobeth medita il delitto |
La perfida dama intravede la possibilità di sfruttare l'occasione per liberarsi del marito che la sta precipitando nella miseria e per ottenere l'agognata promozione nel jet set internazionale.
Arriva Gobeth e racconta alla Lady la profezia delle tre carampane.
Negli occhi della Lady si accende una luce satanica: ecco la soluzione, Gobeth dovrà uccidere il re e salire al trono. In ogni caso, che il delitto raggiunga o no lo scopo, susciterà grande clamore, e la spregiudicata Lady saprà approfittarne per salire alla ribalta delle cronache mondane. Quindi con grande forza apostrofa il marito nell'aria "Il conto langue" e nella successiva cabaletta "Sveglia, infermo, oppure sbrocco" e lo convince a compiere l'omicidio.
Insieme prefigurano il loro radioso avvenire nel duetto "Ora le corti ed il jet set"
Scena terza
Lady Gobeth riceve le tre strane donne, che si rivelano essere conduttrici televisive, Leo Nasciarelli, Viola De Pippi e Mariantonia Maggiuzzi. La lady non si fa sfuggire l'occasione e concorda una diretta da villa Gobeth durante la visita di re Vascano.
Le tre si accordano per la trasmissione nel rondò "Tre volte inquadrala, la lady in fregola"
Intanto lady Gobeth scaccia dalla villa l'amico Gjinquo, temendo che la sua alacre perspicacia possa far fallire i suoi piani, e che egli possa metterla in ombra con la sua personalità.
Atto terzo
Scena prima
Il re è giunto e si trova nella sua stanza, nell'anticamera Gobeth si accinge a consumare l'orrendo crimine. Ma mentre sta per entrare dal re, si accorge di non avere l'arma che l'ignaro Gjinquo gli aveva prestato (aria "Dove ho messo il pugnal?")
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| Lady Gobeth in mondovisione |
Affannato corre a cercare l'aiuto dell'amico, ma si imbatte invece in Lady Gobeth che si trova in collegamento tv in mondovisione.
Furiosa per l'interruzione e per l'incapacità del marito, ella gli rivolge una sequela di maledizioni tratte dalle opere da Monteverdi ai giorni nostri, materia in cui si rivela ferratissima. Il re Vascano richiamato dal trambusto, è impressionato dalla sua personalità e dalla sua competenza e le offre il ruolo di soprintendente alle stagioni liriche del suo Paese. Trionfante alla prospettiva di mettere in scena opere neglette con regie avveniristiche, la lady comunica al marito che se andrà e canta la sua gioia ("Una pacchia è qui, signori") mentre lo sconcertato Gobeth si preoccupa del suo avvenire di sposo abbandonato e soprattutto povero ("Era racchia, ma signora")
Scena ultima
Ma ecco il colpo di scena: la De Pippi, deus ex machina, colpita dal fascino telegenico di Gobeth, gli offre il ruolo di tronista nella sua trasmissione, e uno stuolo di belle pretendenti entra cantando "Gobeth dov'è?"
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| Gobeth tronista dalla De Pippi |
Apoteosi finale del nobile giovane nell'aria "Beltà, contratti, Briatore"
A cura di
Leonora Prassede




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