giovedì 18 novembre 2010

Er FIghende Albaner


L'albanese volante
(Er FIghende Albaner)
Il Nokius errante pei mari


Atto unico
Musica di Wurter Sturmentrapp
Libretto di Leonor Röstfrieten

Personaggi

L'albanese volante          Baritono
Il nostromo Göband        Tenore
Sentania                         Soprano
Pinglinde                         Mezzo
Vask Ovi                         Basso

Coro dei marinai e dei mercanti e delle mercantesse.


Scena: un tetro porto del Nord.

Scena prima
Er fighende...
I marinai in sosta nel porto ingannano il tempo raccontando storie di marineria. Essi narrano la triste vicenda dell'Albanese volante e del suo vascello Nokius, condannati a vagare sui mari in eterno per aver maledetto il mago Ioebhs Appöl. Solo l'amore di una fanciulla innocente potrà liberarli dal sortilegio.


Scena seconda
Ed ecco entrare nel porto il vascello fantasma: il Nokius ha le nere vele a brandelli, le scialuppe senza remi, dagli alberi pende il sartiame aggrovigliato, al posto dell' ancora è legata una grande roccia scura.

Il nostromo Göband
Ne discendono l'Albanese, visibilmente alterato, e il nostromo Göband, che invece è ben vestito e accuratamente pettinato.
 Tra loro si svolge una grandiosa scena, le loro voci si intrecciano in un duetto di volta in volta solenne, burrascoso e malinconico, a cui fanno da contrappunto e sottofondo le voci del Coro dei Marinai.
 L'Albanese maledice la sua sorte tragica, il sempiterno vagare di oceano in oceano. Il giovane Göband gli ricorda che in questo suo girovagare egli sta diventando un eroe per molti, visto che essi ricorrono a lui per ogni problema.
 A questo punto l'Albanese vieppiù infuriato ricorda a Göband l'infinito elenco di riparazioni di ogni genere che si è già sobbarcato, e dichiara di essere stanco. E a ciò si aggiungono le peripezie dovute a Göband stesso: non ricorda il nostromo di quando ha scordato l'ancora nel porto di Vöron, di quando ha perso i remi delle scialuppe, di quando ha dimenticato di ammainare le vele durante la tempesta? E non pensa a quante volte ha sbagliato la rotta, conducendo il Nokius ad incagliarsi sulle secche o a sfracellarsi contro gli scogli?
E a quante volte il Nokius ha rischiato di andare a fuoco a causa della sua imperizia nel spegnere i bracieri?


Scena terza
L'allegra Pinglinde
Göband tenta di calmare la furia dell'Albanese, e per sua fortuna sopraggiunge un folto gruppo di mercanti e mercantesse che iniziano gioiosamente  ad allestire un variopinto mercato. Tra loro brilla per maliziosa vivacità Pinglinde: ella è ben felice di vedere l'Albanese, che già in passato ha incontrato in vari porti, trovando sempre occasione di fargli aggiustare qualcosa. L'Albanese sbianca alla sua vista e tenta di riguadagnare il suo vascello, ma Göband lo trattiene attratto dalla vista delle mercanzie esposte.


Scena quarta
Ed ecco accadere il miracolo: una musica estatica (il tema di Sentania) annuncia l'arrivo di una fanciulla splendente di gioventù e di innocenza. Tra Sentania e l'Albanese scocca uno sguardo, una sovrumana scintilla, ed essi sono legati per sempre.
La bella Sentania

I due, sconvolti dalla profondità dei sentimenti, si lasciano dandosi appuntamente all'isola del Faro di lì a un'ora.

Scena quinta
Ma Pinglinde, intuendo che l'amore di Sentania metterà fine alle peregrinazioni dell'Albanese e quindi ai suoi provvidi interventi riparatori sulle sue merci, trattiene Sentania e la conduce verso il mercato, dove la giovane si abbandona ad un'orgia di acquisti perdendo la nozione del tempo.

Scena sesta
L'Albanese che ha raggiunto a nuoto l'isola perché ovviamente Göband aveva scordato di ormeggiare la scialuppa, non vedendola giungere canta la sua disperazione.

Ma ecco compare provvidenziale il buon mago Vask Ovi che gli consegna la mappa del mercato e gli dà le indicazioni per raggiungere Sentania e liberarla dal malefico influsso di Pinglinde.
Il grande Mago Vask OVI

Scena settima e ultima
Sentania e l'Albanese possono ricongiungersi, e liberi dalla maledizione vivere insieme per sempre.
Nella grande scena finale essi inneggiano all'Amore che infonde al creato la vita, mentre Pinglinde promette a Göband abiti lussuosi e lozioni per i capelli se le rivelerà dove i due andranno a vivere  in modo da poter ancora chiedere i servizi dell'Albanese. Göband felice accetta e canta la sua gioia davanti ad forziere ricolmo di ricchezze.

A cura di
Leonora Prassede

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